Epatotossicità da farmaci antitubercolari: studio retrospettivo condotto nel periodo 2003-2014 presso l’AOU di Careggi, Firenze

Donata Magnelli

La tubercolosi (TB) è una patologia complessa sia da un punto di vista clinico che di salute pubblica. L’epatotossicità in corso di terapia antitubercolare (TaTB) è l’effetto collaterale più frequente, e può allungare i tempi necessari per la guarigione. In corso di epatotossicità la terapia può essere o sospesa del tutto o sospesi i farmaci di prima linea, può essere proseguita con regimi terapeutici di seconda linea che espongono il paziente a minor rischio di danno epatotossico. Entrambi gli approcci vengono mantenuti fino a riduzione dei valori di transaminasi inferiori a 2 volte il limite superiore, cut-off al quale può essere reintrodotta la terapia di prima linea. In questo studio sono stati confrontati i due possibili approcci sopra descritti in pazienti con TB ricoverati presso le SOD di Malattie Infettive dell’AOU di Careggi di Firenze, che hanno sviluppato epatotossicità da terapia specifica. E’ stata quindi valutata la correlazione tra diversa gestione terapeutica con l’outcome dei pazienti e con la durata della degenza. Dai risultati emersi la prosecuzione della TaTB con farmaci di seconda linea per il periodo necessario alla risoluzione del danno epatotossico è risultata sicura e ben tollerata. Tale approccio si è dimostrato correlato a una riduzione dei tempi necessari al miglioramento clinico del paziente in termini di normalizzazione della temperatura corporea, negativizzazione dell’esame microscopico diretto dell’escreato e di conseguenza si è dimostrato correlato a una minore durata della degenza rispetto a quei pazienti che hanno sospeso qualsiasi tipo di terapia antitubercolare.

Anna Scotti
annascotti@mattioli1885.com
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