HBV in gravidanza in una popolazione di 213 gestanti

Sara Veloci

La trasmissione materno-fetale dell’infezione da HBV rappresenta la principale modalità di contagio a livello globale. L’immunoprofilassi neonatale determina un’enorme riduzione del rischio; nelle donne altoviremiche sussiste l’indicazione all’introduzione di una terapia antivirale a partire dal 3° trimestre di gravidanza. Nel periodo tra il luglio 1997 e il novembre 2015 sono state valutate, presso il Centro di Riferimento per le Malattie Infettive in Gravidanza in Toscana, 237 gestazioni di donne HBsAg+. Obiettivi di questo studio retrospettivo sono l’analisi epidemiologica di questa popolazione e la valutazione dell’outcome neonatale nelle donne altoviremiche. Sono stati rilevati cambiamenti epidemiologici determinati dalla campagna vaccinale, intrapresa nel 1991, e dai recenti fenomeni migratori. Una viremia elevata (≥105 UI/ml) è stata riscontrata in 33 gestanti. Sono state sottoposte al trattamento con analoghi nucleos(t)idici 19 gestanti. Sono stati valutati 25 bambini nati da donne altoviremiche, nessuno dei quali è risultato infettato. Nell’unico caso in cui vi è il sospetto di trasmissione verticale dell’infezione, la madre, con livelli di HBV DNA 106 UI/ml, aveva rifiutato il trattamento antivirale. I nostri dati hanno confermato la virtuale assenza di rischio di trasmissione nei casi di viremia <106 UI/ml.

Anna Scotti
annascotti@mattioli1885.com
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