Attività e tossicità in vitro dei composti peptidomimetici biciclici come inibitori della proteasi di HIV-1.

Paola Ronzi

Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare la citotossicità e l’attività antivirale di 5 nuovi inibitori della proteasi di HIV-1: APG12, CCD246, CCD256, APG19 e ATR5.
L’espansione virale è stata ottenuta mediante la co-coltivazione di PBMC di pazienti HIV-1+ “wild type” e “drug resistant” con PBMCs di donatori sani ed il grado di infettività del virus è stato valutato mediante TCID 50. La citotossicità dei composti è stata determinata su PBMCs di donatori sani con il test dell’MTT, mentre la concentrazione di farmaco capace di inibire la replicazione di HIV-1 del 50% è stata ricavata con test di suscettibilità.
Gli esperimenti condotti hanno indicato che tutti i composti sono in grado di inibire la replicazione dell’isolato virale. APG12, CCD246 e CCD256 si sono rivelati citotossici alle concentrazioni 20 μM e 40 μM; alle altre concentrazioni (0,04-10 μM) i valori di IC50 sono stati rispettivamente 0,25 μM per APG12, 4,8 μM per CCD246 e 2,1 μM per CCD256. APG12 si è dimostrato essere maggiormente efficace nell’inibire la replicazione virale in vitro (valori di IC50 a livello nM). APG19 e ATR5, analizzati alle concentrazioni di 5-40 µM, hanno dimostrato avere rispettivamente un IC50 di 19 e 16 µM per l’isolato virale wild type, mentre di 22,6 e 39 µM per l’isolato drug resistant.
I dati attualmente a nostra disposizione ci suggeriscono che APG12 e ATR5 mostrano una buona efficacia a basso dosaggio ed il loro utilizzo in vivo potrebbe essere associato a bassa tossicità

Anna Scotti
annascotti@mattioli1885.com
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